30 dicembre 2005

Chiudiamo in bellezza

Ecco. Anche l'ultimo giorno di lavoro dell'anno funestato da ritardi ferroviari. L'augurio per il 2006 ai dirigenti di Trenitalia?

Prima o poi passeranno anche loro in ospedale. No, non auguro il male a nessuno. Ma quando saranno lì, per motivi loro elargiti dal destino, ad attendere un esame o di parlare con un medico, ecco, mi auguro proprio che debbano fare coda, aspettare, magari con la vescica che scoppia, un dente che fa male, una colica da cavallo o semplicemente un impegno urgente e fondamentale subito dopo. Eccoli lì, guardali, questa volta tocca a loro, impotenti, con la rabbia che sale e l'impeto di alzare la voce. E che prendano anche tutti i moduli di reclamo, che scrivano, magari riempiendo le frasi di "lei non sa chi sono io". E che per tutta risposta il personale sanitario continui a prendersela con maggiore calma, e che le loro lamentele rimbalzino contro muri di gomma. Poi che vengano assistiti, certo: c'è una deontologia medica a cui tener fede; e questo fa la differenza fra chi fa il suo mestiere con un'etica e chi scalda solo poltrone da migliaia di euro ed è capace solo di dire "stiamo facendo il possibile".

28 dicembre 2005

Il Padrino

No, non nei panni del supremo della Cupola. Proprio padrino, io, di mia figlioccia Laura e di quella grande persona che è mio figlioccio Davide. E se con Lauretta e la sua splendidamente variegata famiglia ci si vede poco più che alle feste, con Davide e i suoi freschi 21 anni è più facile combinare una serata insieme tra pizza, birra e tante profonde parole.

E in un attimo si è fatta l'una.

Sapevo di essere "responsabile" di un giovane uomo pirotecnico. Stasera l'ho ritrovato una volta più grande. Ad intavolare le cose che contano. A giocare le proprie carte, rischiando quando serve. A credere nei sogni con le giuste pennellate di ottimismo.

A lui, sinceramente, tutta la mia stima e il mio affetto. E' un filo quello che ci lega che, a ben vedere, ha carattere sacramentale: invito a guardare in alto e richiamo (per sua natura) al brivido dell'eternità. F.


22 dicembre 2005

Rosso di sera

Un fuoco arancio arde alle spalle delle mie montagne questa sera. Il sole si accuccia dietro le Alpi Cozie, nel tramonto del solstizio d'inverno. Da oggi i giorni tornano ad allungarsi. E lo psicologico giro di boa dell'anno è voltato. Alleluia. Quest'anno non sembra per niente Natale. Niente magia. Niente atmosfera. Niente tempo da dedicare o da dedicarsi. Con in bocca un triste amaro che invoca fin d'ora la fine delle festività. Prima ancora del loro inizio. Ma il rosso continua a fiammeggiare dietro le valli e riempie gli occhi stanchi del tardo pomeriggio lavorativo. Estremo invito alla speranza in un tempo sereno?

20 dicembre 2005

Seguendo la stella


Eravamo bellissimi. In cinquanta, braghe blu, maglia rossa, una stella appuntata sul petto con l'iniziale del nome. A raccontare la storia della stella Minù, in viaggio verso Betlemme, per indicare al mondo la venuta del Salvatore. Con tante emozioni e qualche lacrima, scaturita tra un'immagine e una canzone.

Tre mesi di duro lavoro per preparare un'ora di spettacolo. Ma ne è valsa davvero la pena. Tutti quei bimbi (e quei grandi) a cantare a gran voce "punta in alto, non sei solo, sei una stella in questo cielo", "non andare via, non ci abbandonare, stella stella mia, resta sempre nel mio cuore", "al centro del mio cuore ci sei solo tu", "io vengo ad annunciar che in una mangiatoia è nato il Salvator". Magica Luisa a dirigere. Unico monsignor Claudio alla chitarra (vien vecchio, ma come il vino buono), spettacolare Bruno, chitarra e voce, pirotecnici i flauti di Jacopo e Lorenzo. E Mimma, Jandira. E Christian magnifico Magio. E Tom, Marco, e tutti coloro che hanno dato un supporto tecnico indispensabile.

Certi miracoli succedono solo in Bescurone.

16 dicembre 2005

L'incanto degli archi

Aiut... Help... Affogo in queste giornate che traboccano di impegni... Bellissime, ma faticose.

Apice la lezione ai "ragazzi" di Cuneo. Belle persone. Che possono permettersi il piercing all'ala del naso senza essere chiassosi. Che dopo un tour guidato in diagnostica possono esclamare un liberatorio "cheffigooo!", dopo tre mesi di soli libri. Tutti in divisa bianca con lo ZioFra in camice a far da tutor.

E dopo mille traversie, una fuga dal reale stasera, nell'atmosfera fatata del quartetto d'archi di Cri e Patty. Quattro fanciulle capaci di regalare una serata di dolcezze e di intessere con gli archi ricami di note che fanno sognare, nella cornice preziosa del coro di Santa Chiara. In un crescendo di pieni e pizzicati, di triangoli e sonagli. Eccezionali come sempre.

14 dicembre 2005

Nuove leve

Sono un po' meno patatosi della classe dello scorso anno, ma promettono bene. Oggi Zio Fra (con la collega Fede) ha vestito di straforo i panni del docente universitario intrattenendo per ore quattro (peso lordo da cui va detratta la tara relativa ai ritardi ferroviari di cui non voglio parlare) i pargoli del primo anno del corso per Tecnici di Radiologia di Cuneo. Tema: lo scheletro e le sue "circa 200" ossa. Ok, è andata. E domani si replica: tutto solo con le belve per altre ore quattro (speriamo di non dover di nuovo fare la tara...) a parlare di esami contrastografici. Ma siccome se fossi un insegnante sarei brutalmente crudele, domani li aspetta subito un compitino su quanto fatto oggi. Che faranno - udite udite! - prima da soli, poi a coppie, poi lo correggeremo insieme discutendo le cose più tragiche. Ovvero (e la cosa serve a me) le cose che oggi non sono stato all'altezza di spiegare, se loro di fatto non le avranno capite.

Ma c'è un'altra novità nel mondo felice della radiologia cuneese al rhum. Da oggi bazzica i locali Andrea, aspirante specializzando. E va be'... chi volevate che facesse l'animatore/comitato di accoglienza? Come ogni frequentatore volontario anche lui parte dall'ecografia, per problemi di dosimetro. Però oggi, mentre afferravo al volo la sonda tra un osso e l'altro, me lo sono trovato accanto a guardare cosa facessi mentre andavo alla ricerca di lesioni epatiche in una povera signora operata alla mammella... E, anche lì, giù a spiegare il come e il perché degli ultrasuoni. Me la daranno un giorno una cattedra? Io continuo a sognare... F.

Tempo per...

Stasera pizza con Titti e Laura (oltre che coll'onnipresente meraviglioso fidanzato).
Senza false ipocrisie direi che erano diversi MESI che non riuscivamo nell'impresa di mettere le gambe sotto lo stesso tavolo.
E il miracolo torna a compiersi: risate, stupidaggini, il lavoro giusto perchè dopo essere diventate amiche siamo diventate anche colleghe, la pizza, ancora risate, imitazioni, giochi di parole...
Mi sono divertita. Un sacco.
E la felicità di una serata così mi porta inevitabilmente ad una serie di riflessioni: perchè le cose piacevoli, oserei dire persino essenziali, irrinunciabili, devono essere relegate al tempo che rimane?
Il tempo che rimane dopo aver lavorato, dormito, badato alle inutili facezie che chiamiamo impegni....
Solo il tempo che rimane.
Da piccola avevo un libro che raccontava una storia alla rovescia del genere che il cattivo vinceva ma si redimeva, la principessa era bruttina e si sposava con il fabbro del paese, una roba strana per certi versi...
E stasera, da perfettissima pinola, mi sono immaginata un mondo al contrario in cui il 90% della giornata è occupata da personal pubblic relations.
Una figata!
Ve lo immaginate?
Domattina mi sveglio presto perchè vado a fare colazione con Tizio alle 8.00, alle 9.30 mi trovo per lo shopping e le chiacchiere con Caia e poi facciamo un boccone assieme, dopo pranzo mi vedo con Sempronio che mi deve raccontare cosa ha fatto nell'ultima settimana e dopo cena fidanzatodotata vado fino dai parenti che non nella totalità dei casi sono dei serpenti...
Una giornata spesa per le persone che perpetrando nefande insistenze e sottolineature continuo a considerare l'unica inesauribile ricchezza.
Forse sono solo stanca ma se la metà di voi stesse come sto io adesso credo che le serate a dormire davanti ad un film sarebbero di meno come pure il numero di persone che osa rinchiudersi in quelle centrali per la produzione di rumore e l'annientamento della comunicazione che chiamano ancora discoteche.

Buonanotte, cerchiamo di avere ancora tempo almeno per i sogni...
Carlina

13 dicembre 2005

Le persone semplici

Giù dall'olimpo apollineo, giovane seguace di Asclepio. La terra dei viventi è fatta di persone in carne ed ossa. Gente che senza troppi grilli per la testa vive serena un'esistenza "piccola", ma non per questo scevra del sapore della festa. Una grigliata tra muratori, vetrai, magazzinieri e piastrellisti. Forse il timbro del conversare non era quello di uno Stradivari, ma è stato comunque possibile toccare note anche più alte che in altre sedi. Piccola postilla alla serata di ieri.

Ma questa sera nulla ha potuto di più del sorriso di Mariuccia. Pur tra le sbarre del letto dove è da tempo adagiata, continua a risplendere radiosa come sempre, appena adombrata dalla pur pesante malattia. E capace di aver sempre la casa piena di persone, che non la lasciano sola un momento: chi ha sempre seminato il bene a piene mani non poteva attendersi di meno... F.

07 dicembre 2005

Il momento è catartico

No, non per me. Spero che lo sia per le dirigenze ferroviarie piemontesi e non solo. Senza troppo dolore, ma con soste tediose e prolungate.

Piove, governo ladro? No. I Signori dei binari parrebbero non in grado di fronteggiare alle emergenze quando si verificano. Beati loro che si trincerano dietro ottimizzazioni, procedure e protocolli, scaricando barili sui sottoposti. Tutto sulla pelle di chi viaggia.

Si veda l'ora di questo post e si consideri che non sono nemmeno a Fossano mentre lo scrivo. Metti un pullman che ritarda, il tuo interregionale che ti sfila davanti a passaggio a livello chiuso. Il regionale successivo soppresso. Primo treno utile: il minuetto per la Francia che ha raccolto tutti gli ospiti dispersi e viaggia in ritardo più carico di una tradotta militare (soldatino canta canta: cavalli 8, uomini 40).

E se ieri sera non fossero venuti i miei a raccattarmi per strada non si sa a che ora sarei arrivato a casa.

UFFA!

03 dicembre 2005

Ma quant'è carina!?


Ditemi voi se la mia cinquina carica di fioca così non è tenerissima... Sembra quasi dire "Ufff.. quanto pesa...". In diretta dalla notturna bufera che sta coprendo Bra alle ore canoniche del venerdì notte.

02 dicembre 2005

Sono malata!

Non nel senso che intendete voi...
Quelle lì sono malattie che non si prendono e non si curano: una ci nasce e basta!No, questa volta parlo di una bella influenza con la febbre a 39.2°C, mal di testa, mal di stomaco, quella meravigliosa sensazione di essere finita sotto un TIR senza nemmeno il laconico conforto del solito passante che ha preso il numero di targa, brividi, bocca impastata...
Basta?!
Sì, sono malata proprio!
Sono un mucchietto di ciccia febbricitante e solo l'inarrestabile moroso ha il fegato di non mantenere una distanza di sicurezza ma, badate bene (!!!!!), ha fatto il vaccino.
Il mio sedicente dottore mi ha dato cinque giorni di Mutua senza battere ciglio e, come se non bastasse, non mi ha nemmeno visitato, si è lasciato convincere dalle terrifiche argomentazioni del mio inafferrabile fratello Beppe.
Sono una malata frustrata con un medico assenteista e burocrate.
Le uniche gioie della permanenza in un letto?
Non provate nemmeno a dire che sono fortunata e che decine di voi vorrebbero essere al mio posto!
Anche io vorrei essere al mio posto se non avessi la spina dorsale ridotta alla densità di un polipo e il cervello a quella di un Mellin!!!
Si sta bene a casa se sei in ferie, non se ti nutri prevalentemente di Novalgina!
Detto questo direi che mi ha fatto un sacco piacere ricevere la telefonata delle mie colleghe dal MagMo 01M e che effettivamente nei rari momenti di lucidità ho riscoperto la sensazione gratificante che regala il leggere libri.

Mandatemi anatemi di pronta guarigione, vi prego, la mia vita in cambio della forza di scaricare un altro scatolone...mi ci annoio qui tutta da sola!!!

Vi ho fatto un po' pena?
Eh?! Eh?!
Volete la verità?
Io sto veramente male: il punto è che a casa a dormire tutto il santo die ci si sta che è proprio un incanto.
Il troppo stroppia, eh?
Lunedì si torna a faticare!
Speriamo di non ricadere!

Baci asetticamente disinfettati.
C.

01 dicembre 2005

Ultima

Sono stato testimone di quelle che devono essere le ultime sigarette di due amiconi, i quali, un po' per scommessa, un po' per dovere, un po' per salute, da oggi 1° dicembre a mezzanotte dicono addio al fumo. Sembrano convinti e determinati. L'impegno l'han preso solennemente. E faccio loro tutti i miei auguri. F.