10 luglio 2005

Mare

Sugli scogli di un paesino ligure. Solo. Prologo di una settimana lontani. Forse ci siamo abituati, ma effettivamente negli ultimi tempi non era più successo. Sopravviveremo.

Solo, dicevo, su uno scoglio. Potenza tecnologica, scrivo sul blog.

Che bella cittadina Albissola (Marina, da non confondere con la dirimpettaia Albisola, Superiore e con una S sola, e qualcuno mi spiegherà un giorno il perché), paesello delle ceramiche. Non posso dire di essere qui in gita di piacere, ma non potevo perdere l'occasione di ascoltare le onde nel buio (erano anni, forse persino 10 che l'esperienza mi mancava).

Alle narici il profumo di scoglio. Davanti agli occhi, nel buio rischiarato dal lampione del molo, l'immagine incerta e pittoresca di un gagno che impara dal nonno a pescare con la lenza. Lampi all'orizzonte.

Il mare. Per me un sogno che - non capisco perché - rimane proibito. Ho provato oggi un po' di invidia per le torme di adolescenti che sciamano spensierate sulla passeggiata. Non ho mai avuto gli "amici del mare", l'esperienza della vacanza lunga sotto il sole.

Ma al tempo stesso invidio i colleghi che dal posto di lavoro vedono partire le navi dal porto. Certo che, pensare a fine specialità di mollare tutti e spostarci in Liguria sarebbe una scelta troppo difficile per essere sul serio realizzabile.

Sospiro (parola che sul T9 ha la stessa digitazione di sorriso: un caso?) e mi godo questo momento di sublime requie.

Su per i monti sei vicino all'infinito. Qui però di sembra di vederlo. E il vento che sfiora le braccia scoperte regala un impagabile senso di libertà.

Per chi dice che questo mondo fa ribrezzo: venite quaggiù e vi dimostrerò che non è così.

Passo e chiudo.

Fra

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