29 novembre 2005

Posso dirtelo? Non mi piace per niente come suoni.

Per fortuna ogni tanto c'è qualcuno che te la canta chiara e senza sfumature. Voilà. Dico la verità: non è stata per niente un'offesa. L'unica cosa: credevo che la mia musica (che di questi tempi si sente solo la domenica a messa) lasciasse indifferenti, invece c'è chi ascolta, pondera, valuta. Accidenti. E adesso? Scatterebbe il quadrivio: mi abbatto e non suono più, incasso il colpo e mi affanno per migliorare, me ne frego e vado per la mia strada, prendo atto che come tutti faccio quello che posso con i mezzi che ho. Pilatescamente propenderò per l'ultimo sentiero, come sarà facile immaginare. Ma non è solo un lavarmi le mani. E' questione di stile: i miei mucchi di note legate (non saprei definirli altrimenti), poco studiati e molto emotivi, mi vengono così. A qualcuno non fanno così dispiacere, ma è pur ovvio che ad altri possano non andare a genio.

Con il sorriso sulle labbra dico: la stagione in cui bisognava per forza mettere tutti d'accordo è tramontata. Viva chi la pensa in modo originale. Purché sia espressione di un pensiero autentico e non finalizzato a ferire. F.

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